Qualche domanda ad Abderrahman Saadi, tecnico di scuola francese ormai trapiantato ad Arezzo

apr
2017
22

scritto da in PALLAMANO

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Abderrahman Saadi, tanti anni nella pallamano, parecchi ad Arezzo. Che sapore ha la vittoria, meglio se doppia ?

-      Prima di tutto quello della felicità dei ragazzi, poi ovvio anche la soddisfazione personale ed il riconoscimento al lavoro proprio e di tante persone che ti stanno intorno.

Cosa rappresenta per lei  la pallamano?

-      Non solo sport, per quanto bello. E’ una scuola di vita che è poi un progetto educativo rivolto ai giovani nel quale io e la società crediamo fermamente. E’ sport di squadra, di inclusione. Per vincere bisogna fare gruppo, avere l’orgoglio dell’appartenenza ma anche l’umiltà del servizio. Capire il valore del sacrificio, unica strada per il risultato.

Ad Arezzo la pallamano si gioca da oltre quarant’anni. Quali riflessioni sul momento attuale?

-      Arezzo può essere una piazza significativa ed appassionata. In questi anni ho visto passare centinaia di ragazzi e ragazze entusiasti, con tante persone che hanno collaborato. Il limite, purtroppo importante è la carenza di impianti regolamentari che rende difficile il lavoro tecnico.

Poi c’è il problema del consolidare una cultura sportiva, ma su questo la Petrarca sta lavorando molto perchè per noi  è basilare. Vincere è importante perché dà soddisfazione e visibilità, ma il progetto che portiamo avanti da anni in società forse lo è di più.

 Cioè:

Si parlava di prima di scuola di vita. Formare i nostri ragazzi attraverso esempi, lavoro, esperienze, confronto con altre realtà. Farli crescere in un ambiente sano, dove i valori contano molto e sono essi stessi il risultato.

Dedicare ogni anno un evento ad un avversario che non è più tra noi dice molte cose sulla filosofia della Petrarca Pallamano

-      Alessio Bisori per Arezzo è stato un grande avversario  in tante occasioni. Intitolare a questo sfortunato ragazzo, che a Prato ho visto crescere fino ai massimi livelli, il Campus Talent che ormai da qualche anno organizziamo ad Arezzo è un segno di sensibilità e di spirito sportivo importante per me e per la società. Ma non è l’unica iniziativa. Proprio in questi giorni è attivo il gemellaggio con i parigini del Bounduflè, ad Arezzo per uno dei tanti stage che coinvolgono la nostra società.

Infine, come affronterà la Petrarca la doppia finale nazionale ?

-      Andremo soprattutto per proseguire il nostro percorso di crescita. Certo ci attendono avversari più forti ed ostacoli forse proibitivi, ma sono sicuro che i ragazzi daranno tutto ed usciranno dal campo sempre a testa alta guadagnandosi il rispetto anche del più forte, come loro hanno rispettato e rispetteranno i più deboli. Non chiediamo di più

 

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