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Quest’anno la Petrarca Pallamano ha spopolato nel maschile, e le citte?

-      Due secondi posti in Under 16 ed in Under 14, tante citte e cittine in palestra. I risultati al femminile non sono quelli eclatanti degli ultimi anni nè potevano esserlo. Però ci sono, sono importanti e frutto di un lavoro di grande passione. I successi in campo maschile sono motivo di soddisfazione per tutti noi, ed è stato bello vedere le piccole atlete tifare per chi indossa la loro stessa maglia. Qualche anno fa non sarebbe successo.

Passione da palestra o da spogliatoio?

-      La passione nasce da entrambe. La pallamano è un fantastico sport dove femminile e maschile si equivalgono nel divertimento e nello spettacolo. E’difficile dire se dietro una grande squadra ci sia più campo o spogliatoio. Nella nostra realtà, però, il gruppo è fondamentale e questo è stato l’obbiettivo di questa stagione. Pensiamo di esserci riusciti.

Quanto ha contato il lavoro di Stefano Chirone?

-      Parecchio. Chirone si è rivelato non solo un tecnico preparato, cosa che già si sapeva, ma anche persona capace di inserirsi bene nella nostra realtà e di creare un rapporto eccezionale con le nostre ragazze. I risultati sono stati un continuo crescendo.

Quindi ?

-      La società cercherà di programmare al meglio il futuro in tutte le sue componenti, settore femminile in testa. Le difficoltà sono tante, ma sappiamo che tante persone ci daranno una mano, col tifo sugli spalti o magari continuando ad organizzare fantastiche cene e spiritose lotterie. Anche questo è pallamano.

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La bacheca della Petrarca Pallamano Arezzo si arricchisce di due titoli nello spazio di sei ore. Un record.

-      Un record di grande soddisfazione personale per il quale ringrazio in primo luogo Saadi ed i ragazzi, ma è giusto che il merito venga condiviso con tutti coloro che sono stati dietro le quinte ma in prima linea, primo fra tutti il d.s. Roberto Rondoni e tutti gli altri dirigenti e collaboratori.

Qual’è oggi lo stato dell’arte della pallamano aretina?

-      La pallamano è  a torto considerata uno sport minore. Fuori Italia è seguitissimo (Lo sport più visto in Tv durante i giochi di Rio n.d.r) come hanno dimostrato i recenti mondiali in Francia con Palasport gremiti fino a quindicimila spettatori.  Ad Arezzo abbiamo un movimento vivo, che sfiora i cento tesserati, tutti giovanissimi, fra citti e citte. Perchè se oggi festeggiamo i due titoli regionali maschili non dobbiamo dimenticare che grazie ad un lavoro intenso anche con le ragazze  in questa stagione portiamo a casa due importanti secondi posti, bella premessa per tornare presto ai risultati degli ultimi anni.

Futuro roseo quindi?

-      Putrtoppo no. Tralasciando le problematiche economiche legate ai costi sempre più pesanti nelle società dilettantistiche come la nostra, le dolenti note vengono dagli impianti. La pallamano richiede il regolamentare 40×20, oggi più che mai, sia per allenamenti che per gare e purtroppo noi siamo fortemente penalizzati dall’attuale situazione che ci mette a disposizione pochi spazi, oppure alternative a costi proibitivi per una società che si basa su settore giovanile e  sul volontariato. Premesso che tutti gli sport hanno pari dignità e detto senza polemica,  vorremmo che di questo si tenesse conto nelle sedi dovute quando si decidono i criteri di assegnazione e gestione dell’esistente o di progettazione del nuovo. Dopo oltre quarant’anni di attività e per quanto la pallamano ha fatto conoscere Arezzo in Italia e nel mondo forse questo ce lo meritiamo. Altrimenti non solo progredire sarà impossibile, ma anche andare avanti non sarà facile.

Cosa dire agli aretini ?

-      Che aiutino questo bellissimo sport a far crescere i loro figli in un ambiente sano, appassionato e divertente, fuori dalle pressioni, spesso eccessive, caratteristiche di altre discipline, di fama spesso indotta, più chiacchierate che praticate.

Ed ai ragazzi che in vista delle finali nazionali ?

-      L’invidia è in questo caso un sano sentimento. So cosa significa vincere un campionato da giocatore e vorrei la loro età, il loro entusiasmo, la loro gioia, la loro amicizia. Si, li invidio e non me ne vergogno. Ma il volto della mia invidia, che sono sicuro condivisa da altri ex che con me vivono l’avventura Petrarca, è sorridente. In bocca al lupo ragazzi. Pensatemi in campo con voi, magari con qualche anno e qualche chilo in meno.

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Abderrahman Saadi, tanti anni nella pallamano, parecchi ad Arezzo. Che sapore ha la vittoria, meglio se doppia ?

-      Prima di tutto quello della felicità dei ragazzi, poi ovvio anche la soddisfazione personale ed il riconoscimento al lavoro proprio e di tante persone che ti stanno intorno.

Cosa rappresenta per lei  la pallamano?

-      Non solo sport, per quanto bello. E’ una scuola di vita che è poi un progetto educativo rivolto ai giovani nel quale io e la società crediamo fermamente. E’ sport di squadra, di inclusione. Per vincere bisogna fare gruppo, avere l’orgoglio dell’appartenenza ma anche l’umiltà del servizio. Capire il valore del sacrificio, unica strada per il risultato.

Ad Arezzo la pallamano si gioca da oltre quarant’anni. Quali riflessioni sul momento attuale?

-      Arezzo può essere una piazza significativa ed appassionata. In questi anni ho visto passare centinaia di ragazzi e ragazze entusiasti, con tante persone che hanno collaborato. Il limite, purtroppo importante è la carenza di impianti regolamentari che rende difficile il lavoro tecnico.

Poi c’è il problema del consolidare una cultura sportiva, ma su questo la Petrarca sta lavorando molto perchè per noi  è basilare. Vincere è importante perché dà soddisfazione e visibilità, ma il progetto che portiamo avanti da anni in società forse lo è di più.

 Cioè:

Si parlava di prima di scuola di vita. Formare i nostri ragazzi attraverso esempi, lavoro, esperienze, confronto con altre realtà. Farli crescere in un ambiente sano, dove i valori contano molto e sono essi stessi il risultato.

Dedicare ogni anno un evento ad un avversario che non è più tra noi dice molte cose sulla filosofia della Petrarca Pallamano

-      Alessio Bisori per Arezzo è stato un grande avversario  in tante occasioni. Intitolare a questo sfortunato ragazzo, che a Prato ho visto crescere fino ai massimi livelli, il Campus Talent che ormai da qualche anno organizziamo ad Arezzo è un segno di sensibilità e di spirito sportivo importante per me e per la società. Ma non è l’unica iniziativa. Proprio in questi giorni è attivo il gemellaggio con i parigini del Bounduflè, ad Arezzo per uno dei tanti stage che coinvolgono la nostra società.

Infine, come affronterà la Petrarca la doppia finale nazionale ?

-      Andremo soprattutto per proseguire il nostro percorso di crescita. Certo ci attendono avversari più forti ed ostacoli forse proibitivi, ma sono sicuro che i ragazzi daranno tutto ed usciranno dal campo sempre a testa alta guadagnandosi il rispetto anche del più forte, come loro hanno rispettato e rispetteranno i più deboli. Non chiediamo di più

 

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